Populaj Kantoj consigliato da Blogfoolk

massimo-ferrante-blogfoolkLa citazione di Populaj Kantoj su Blogfoolk in un articolo scritto da Ciro De Rosa.
Di seguito c’è l’introduzione, se volete saperne di più in fondo c’è il link all’articolo completo.
Per il nuovo album il calabrese di Joggi (CS), napoletano d’elezione, Massimo Ferrante ha scelto un titolo in esperanto, “Populaj Kantoj”, così come anni fa aveva fatto, con “Nia Maro”, il suo vecchio compare Daniele Sepe (che non manca di metterci il suo soffio ispirato in questo nuovo disco). Un titolo che rimanda a un desiderio utopico di comunicazione universale, «ma anche – mi racconta Massimo – alla speranza di vedere l’umanità tutta capace di comunicare in una sola lingua, senza predominanze linguistiche, che inevitabilmente comportano delle soggezioni, non solo culturali, da parte dei popoli che sono costretti a esprimersi in un idioma non proprio. È per avvalorare sempre di più questo proposito, che oltre al titolo che significa “Canzoni Popolari”, ho voluto che anche le note di presentazione dei brani fossero in esperanto». Senza però rinunciare, naturalmente, alle note in inglese, lingua della comunicazione globale. Ferrante suona da oltre venticinque anni, ed è uno di quelli che non ha mai aspirato ad andare a Sanremo, come mi sottolinea. Dai primi concerti a Napoli, intorno alla metà degli anni Ottanta, al duo con il bluesman Francesco Sansalone, fino al sodalizio con quel diavolaccio di Daniele Sepe, a partire da quel disco formidabile che è “Vite Perdite”. Tra teatri, concerti e festival internazionali sono dodici anni straordinari per il musicista del cosentino, che però, nel 2005, si mette in proprio, incidendo “U Ciucciu”. E subito Massimo fa capire che non vuole rinchiudersi nella sua Calabria. L’anno successivo pubblica “Ricuordi”, nel 2009 esce “Jamu”. Sono tutti dischi che riflettono sulla memoria e sul mondo popolare, che rivisitano storie dal basso, andando di pari passo con la ricerca di canti che parlino all’oggi. Una rilettura, che non è mero ricalco dello stile contadino o di modelli folk revivalistici.
Leggi qui l’articolo completo.

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